I ribelli della montagna

4052010

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« Odio gli indifferenti ». Antonio GRAMSCI, Scritti giovanili. 

 

Dalle belle città date al nemico
fuggimmo un dì su per le aride montagne,
cercando libertà tra rupe e rupe,
contro la schiavitù del suol tradito.

Lasciammo case, scuole ed officine,
mutammo in caserme le vecchie cascine,
armammo le mani di bombe e mitraglia,
temprammo cuori e muscoli  in battaglia.

Siamo i ribelli della montagna,
viviam di stenti e di patimenti,
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir
ma quella legge che ci accompagna
sarà la fede dell’avvenir.

La giustizia è la nostra disciplina,
Libertà è l’idea che ci avvicina,
rosso sangue è il color della bandiera
partigiani dalla folta e ardente schiera.

Sulle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate.
sentimmo l’ardore per la grande riscossa,
sentimmo l’amor per patria nostra.

Siamo i ribelli della montagna…


  




La fidanzata

1052010

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La chanson d’une petite frappe…et un tableau attendrissant de ce que c’est pour un garçon qu’avoir une fidanzata, une fiancée… Sympathique ce Gangsta-rap mâtiné de charleston, et cet hommage au film noir!

Mamma mi ci vuol la fidanzata/perché io devo mettere la testa a posto
O mamma mi ci vuole la fidanzata/una che mi faccia vivere nel modo giusto.
E non così sono in preda ad una psicosi
rischio una nevrosi mami
non posso continuare questo andazzo da funky-gigolò
ogni giorno sul mio palco recita lo stesso show
di pupe a gogò /Cristallo e Pinot
dolce vita però/spesso in stile Peppino e Totò
le mie ex dicono che sono un bastardo bugiardo ma io gioco d’azzardo
la mia vita un casinò Ogni sera nel night di King Mauri
con i ragazzi della banda/cospirando manco si trattasse di una rapa in banca
per cacciar la bimba da portare in branda
seppur la compagnia di pupe non ci manca
trattasi di avventuriere straniere/amori che si rivelano chimere
le puoi vedere sparire alla luce del matino come un sogno
adesso basta! ora so di che ho bisogno.
O mamma mi ci vuol la fidanzata/perché io devo mettere la testa a posto
O mamma mi ci vuole la fidanzata/una che mi faccia vivere nel modo giusto.
O mamma mi ci vuol la fidanzata
prima o poi io devo metterla ‘sta testa a posto
O mamma mi ci vuole la fidanzata./Magari una che mi contraddica
qualsiasi cosa dica /che non mi faccia uscire con gli amici
e poi mi porti al cinema /io, lei ed una sua amica /che mi ripeta
che sono disordinato/ che mi chieda se ho bevuto
che quando sono affamato se a dieta che non mi creda
se sono sincero e se mente lei pretende
che me la beva che mi telefona mentre sto lavorando
e se le dico che al momento sono occupato ti richiamo
quando la chiamo dice che non l’amo
e fa l’offesa che abbia la pretesa
che ogni giorno io le faccia una sorpresa
mi ci vuole un po’ di disciplina
che mi obblighi a svegliarmi presto la mattina
che mi faccia stare un’ora a esaminare una vetrina
che quando danno un filmone in tv inviti gente a cena
che mi svegli per chiedermi se sto dormendo
che tenti di cambiarmi
e poi mi accusi di stare cambiando.
O mamma mi ci vuol la fidanzata
perché io devo mettere la testa a posto
O mamma mi ci vuole la fidanzata
una che mi faccia vivere nel modo giusto.
O mamma mi ci vuol la fidanzata
perché io devo mettere la testa a posto
O mamma mi ci vuole la fidanzata
una che mi faccia vivere nel modo giusto.
In fondo la mia vita non è poi malaccio
con i casini che faccio e i guai in cui mi caccio
so che non è serio cambiare ogni sera
ma preferisco un’overdose di libertà che una dose di galera
cattivo coi nemici con le bimbe un agnellino
ho più pupe io del gangster di Chicago
perfino al bar del Giambellino
dicevan che ero un mago mi chiamavan Drago
mo aspetta che ti spiego
forse la fidanzata non mi serve come prima ti dicevo
continuerò a fare zig-zag
tra soubrette e vedette e tete-a-tete
con ballerine di tip-tap
ad essere infantile ma con stile
fidanzare me è un’ingiustizia per la popolazione femminile
quindi una alla volta avanti c’ è posto
questo il modo che mi dà più gusto quindi quello giusto.
O mamma mi ci vuol la fidanzata/così le faccio mettere la testa a posto
O mamma mi ci vuol la fidanzata
perché sto già vivendo in un modo giusto
O mamma mi ci vuol la fidanzata
nessuno mi fa mettere la testa a posto
O mamma mi ci vuol la fidanzata
perché per uno come me questo il modo giusto.
E shakera con Johnny Cannuccia
la J.Ascia e Jack Shorty, D.J. Jad
Articolo 31 dal 1940 al 1998
c’ lo spaghetti-funk a palla, vai bella
per i nostri bulli e per le nostre pupe
Shakera.




Modena city ramblers

23042010

L’un de mes groupes italiens préférés: les Modena City Ramblers. Dans cette chanson, clan banlieue, ils évoquent la liberté de ceux qui n’ont plus rien à perdre, étant issus des quartiers pauvres, à la périphérie des villes (la periferia, c’est en italien le terme qui traduit la banlieue). Ils chantent leur vagabondage insouciant sur les routes de toute l’europe, dans un vieux fourgon rafistolé, à la rencontre des peuples. Leur musique, c’est très manifeste,  s’est nourrie de ces multiples aventures… et la vidéo me semble très fellinienne.

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Il quartiere non è il massimo, vie larghe e palazzoni
qui non abita nessuno di famoso.
niente attori, né politici, stilisti né modelle
musicisti si ma solo quelli poveri.
Qui ho tutti i miei amici ma non c’è un cazzo di niente
tranne il bar di Mimmo e il take away cinese.
E se sei cresciuto qui e se hai ventidue anni
cominci ad avere voglia di cambiare.

Così Pablo ha rimediato un furgone arrugginito
e Aziz è riuscito a farlo andare
con un pò di soldi in tasca per la birra e la benzina
da domani ci prendiamo una vacanza. A’s tulàm de d’ché!

Zen, Secondigliano, Pilastro, Quarticciolo
non c’è niente da perdere, nous sommes le Clan Banlieue.

Ce ne andremo a curiosare per le strade dell’Europa
con le multe non pagate sul cruscotto.
Pablo cerca di convincerci a tornare a Barcellona
per noi due l’importante è che si schiodi.
Scriveremo cartoline agli amici del quartiere
che si sciolgono nel caldo dell’estate.
Li ritroveremo un giorno e brinderemo al nostro incontro
ai vecchi tempi e alle nostre nuove vite.

E da tutte le provincie, d’oriente e d’occidente
dai sobborghi soffocati dalla noia
uno sciame di furgoni malconci e colorati
investirà le grandi capitali. On se taille d’icì!

Guildford, Castrovillari, Sassuolo, La Villette
non c’è niente da perdere, nous sommes le Clan Banlieue.

Erlangen, Manzolino, Isernia, Lisdonvarna, Liege, Valladolid
non c’è niente da perdere.
Voghera, Codigoro, Zandvoort, Montecavolo,
East Kilbridge, Rieti, Arcore. Nous sommes le Clan Banlieue.

 

 




All’una e trentacinque circa

19042010

 Une chanson de CAPOSSELA (encore) que j’adore pour son swing, pour  la gageure qu’elle représente à être chantée à perdre haleine. Et pour cette merveilleuse atmosphère de bar de nuit: des clients paumés et très mélangés socialement, avec  leur désespoir assis sur un tabouret ou dilué dans un verre de gin. Un groupe de musiciens pas forcément géniaux qui jouent …pour l’amour de l’art,  puisqu’ils se font exploiter par le patron de la boîte. Ces saltimbanques mènent une vie déréglée (per cento sacchi alla serata facciamo una vita sregolata) et ne gagnent pas grand chose, mais on sent que c’est leur vie, celle qui leur plaît. Et puis surtout:

L’arte è cosa sacra e seria da salvar = l’art est une chose sacrée et sérieuse qu’il faut sauver.

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Un’altra volta bionda /la serata sta finendo /e servi la mia birra dietro al bar
Negroni whisky Coca/un Camparino con la soda/e il ghiaccio il frigo il rusco
c’e’ da cambiare pure il fusto /e il cliente e’ gia’ servito
e la cassa ha registrato/l’ultimo drink all’avvocado/E se passasse cosi’ in fretta
come ora che e’ finita/questa serata maledetta
per cinquantamila lire/un altro giorno da finire /
tra Negroni whisky trucco
un narghile’ con il tabacco/qualche indirizzo nel cappotto
per finire sotto il letto/
ma ti ricordi che hai servito dietro al bar

Chimay, Bacardi Jamaican rhum
White Lady, Beck’s bier, tequila bum bum
Dry gin, Charrington, Four Roses Bourbon

Son state storie interessanti/di risate in mezzo ai denti
di amori messi sotto spirito ad affogar/di vecchi camionisti
un po’ arrivisti, un po’ alcolisti/con la moglie lasciata a casa ad ingrassar
avventurieri di frontiera/che non san passare il sabato sera
senza finire ad ubriacarsi dentro un bar/Che strana razza e’ poi il cliente
c’e’ quello bello e intelligente/c’e’ il casinaro e l’invadente
c’e’ chi ascolta trasognato/c’e’ chi urla e sta sbracato
c’e’ chi la donna se la intorta/c’e’ chi gli fa la mano morta
ma c’e’ il cliente piu’ divino/il piu’ richiesto e il piu’ invitante
e’ quello che offre, paga a tutti e fa il brillante

Chimay, Bacardi Jamaican rhum
White Lady, Beck’s bier, tequila bum bum
Dry gin, Charrington, Four Roses Bourbon

E ci siam poi noi musicisti/un po’ beoni, un poco artisti
compagnoni e nati tristi/sempre afflitti dal denaro
perche’ la roba costa caro/ma l’arte e’ cosa sacra e seria da salvar
per cento sacchi alla serata /facciamo una vita sregolata
ma il grande mito ci ha fregato /che sei un eroe se sei suonato

E per ultima la strofa piu’ dolente/quella ahime’ sull’esercente
dietro il banco o nell’ufficio/intellettuale o ben vestito
lui guadagna sempre poco/tasse Iva e forniture
mamma mia quante paure/con gli incassi son dolori
per pagare i suonatori
per pagare i suonatori

Chimay, Bacardi Jamaican rhum
White Lady, Beck’s bier, tequila bum bum
Dry gin, Charrington, Four Roses Bourbon

 

Vinicio CAPOSSELA




Uei

10032010

Uei dans Chansons italiennes wma ui.wma

Uéi: Il s’agit d’un lamento de la Basilicata

Ué ie li dovi  è l’amore mie non…/l’avia a fà, dimm’amore mie dov’è/ E mi so’ ‘nnamurata all’uocchi neri e alla camminate ma…/ l’avia a fà, la vita toi la mia sarà

Mannaghja chesta guerra amore mi’ se colca ‘nterra e ma…/l’avia a fà, dimm’amore mie dov’è

Amore mio è perdut’ e non si sa pe’ dove è ‘ggiute ma…/ l’avia a fà , dimm’amore mie dov’è

 

Quartetto Urbano, Un altro modo è possibile. Voce: Flaviana Rossi




Insurrection

10032010

La chanson incite à faire justice soi-même, dans une société (sicilienne)  corrompue qui asservit le peuple. C’est l’histoire de la Sicile, et aussi, et surtout, de la mafia…(« Si tu veux la justice, fais-la toi-même, n’espère pas que les autres la fassent pour toi « ) La chanson écrite en 1850 est très provocatrice, puisque c’est Jésus en personne, crucifié, qui s’adresse à un pauvre serf pour l’exhorter à se rebeller et à employer la violence si nécessaire. Il lui dit que s’il avait compris cela plus tôt, il n’en serait pas là !! Bien entendu la chanson fut censurée et remaniée dans un esprit politiquement et catholiquement correct qui a consisté à dire: faites comme Jésus, tendez l’autre joue…

Le groupe a inclus le passage remanié dans sa chanson, pour dénoncer cette censure.

www.mattanza.org

 

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Un servu tempu fa di chista piazza
Cussì priava a Cristu e nci dicìa
“Signuri ‘u me patruni mi strapazza,
mi tratta comu ‘n cani pi la via
tuttu mi pigghia cu la so’ manazza
la vita dici chi mancu è la mia,
 

si jeu mi lagnu peju m’amminazza
chi ferri mi castja a prigiunia
undì jò mo ti prejiu sta malarazza
distruggimmilla Tu Cristu pi mmia
distruggimmilla Tu Cristu pi mmia.”
 

 « …E tu forsi chi hai ciunchi li vrazza,
oppuru ll’ha ‘nchiovati com’a mmia
cu voli la giustizia si la fazza
non speri ch’autru la fazza pe ttia;
si tu si omu e non si testa pazza
metti a profittu ‘sta sintenzia mia
jò non sarrìa supra sta cruciazza
s’avissi fattu quantu dicu a ttia!”
 

“…E tu chi ti scurdasti, o testa pazza,
chiddu ch’è scrittu ‘nta la liggi mia?
Sempri in guerra sarà l’umana razza
si cu l’offisi l’offisi castija;
 a cu l’offenni, lu vasa e l’abbrazza
e in Paradisu sidirai ccu mia:
m’inchiuvaru l’ebrei ‘nta sta cruciazza
e celu e terra disfari putia
 
 

 ________________________________________ 

Un servo tempo fa, in questa piazza
Con queste parole Cristo pregava:
« Signore, il mio padrone mi maltratta
Come fossi un cane per la via
Con le sue manacce arraffa tutto
Nega persino che la vita sia mia

E più mi lamento, più mi minaccia
Mi imprigiona e mi sevizia
Così ti prego questa vile razza
Distruggila Tu, Cristo, per me »

E Cristo dalla croce rispose:
« Che son paralizzate le tue braccia?
Oppure sono inchiodate come le mie?
Chi vuole la giustizia se la faccia
E non si aspetti l’intervento altrui
Se sei un uomo e non sei impazzito
Metti a profitto questo mio consiglio
Adesso non sarei su questa orrenda croce
Se avessi fatto ciò che dico a te »

Ma questa risposta alla Chiesa non piacque
E così la cambiò:
« Pazzo, hai dimenticato il mio Verbo?
Sempre in guerra sarà la razza umana
Se all’offesa, con l’offesa risponderà
Il tuo nemico bacerai e abbraccerai
Ed al mio fianco in Paradiso siederai
Mi lasciai crocifiggere dagli Ebrei
Pur potendo distruggere cielo e terra »
 




L’amore vecchio

4032010

 L’amore vecchio (in Mentre corre cielo e terra)

Giovanna Salviucci Marini

L'amore vecchio dans Chansons italiennes wma lamorevecchioquartettourbano.wma

Il tempo era lo stesso cambiati siamo noi

La parete fra oggi, domani e ieri

si è fatta più sottile

quella fra sonno e veglia

leggera come un foglio di pasta sfoglia

Di vivere ne ho una voglia lunga e straziata

negata dai tanti inciampi che sono

quando non campi alla giornata.

Il tempo era lo stesso cambiati siamo noi.

Com’ era quell’amore che ti faceva muovere,

percorrere chilometri, passare notti insonni

Era un amore giovane con il tempo davanti

ora mi piace ancora ed è un amore vecchio

quando si sa già tutto, tutto è già stato detto

e si cammina insieme e lenti sul selciato

buttando il tempo indietro e con parsimonia

assaporando i sapori, assorbendo i colori,

selezionando i suoni, accettando i rumori,

assalendo i timori con pallide certezze

forti del fatto magico e insaputo

che in realtà hanno sempre temuto.

Mi piace l’amore vecchio,

raccogliere, contare tutto quello che resta

e quando viene il giorno della festa

raccoglierlo in un secchio e rovesciarlo in piazza.

Voi state lì a guardare ridendo:

« Ma guarda un po’ che strano!

Che le sarà venuto in mente? »

 

L’amour vieux

Giovanna Salviucci Marini

 

Le temps était le même, c’est nous qui avons changé

La paroi entre aujourd’hui, demain et hier s’est faite plus fine

 

http://www.quartettourbano.it/

 

Présentation du disque Mentre corre cielo e terra

 

« Lorsque l’on assiste à un spectacle du Quartetto Urbano, l’attention, le souffle et l’esprit sont comme en suspension dans la justesse parfaite, dans l’harmonie des voix, et dans leur étonnant équilibre.

Au delà de la variété des moments en soliste, on a l’impression dans l’ensemble d’écouter un unique instrument. Comme chez certains groupes d’interprètes masculins de la tradition sarde, cette sensation n’est pas tant un fait acoustique mais plutôt la capacité de s’accorder avec la « recherche et la restitution d’une âme commune ». C’est de l’étude soignée et constante de cette tradition populaire et d’autres encore, et de la musique en général, qu’est né l’extraordinaire phénomène de composition et d’interprétation qu’est le Quartetto Urbano.

Ceux qui ont la chance et le plaisir de connaître Giovanna Marini non seulement comme musicienne mais come chercheuse et enseignante, ne peuvent pas ne pas reconnaître dans ce phénomène son empreinte profonde.

Ces quatre musiciens en effet, se sont formés à son école, et parallèlement à leurs parcours personnels ils continuent de compter parmi ses collaborateurs.

Du côté visuel, en outre, il y a une tenue, une grâce chez le Quartetto dans sa manière d’être sur scène qui est celle des grands interprètes, de ceux qui n’ont pas besoin d’embellir d’un geste superflu une toute autre gratia, qui est à la fois un don de bravoure et la marque d’une indéniable noblesse intérieure.

Bien entendu, toutes ces capacités peuvent se percevoir aussi à la seule écoute. »




Parole alate

3032010

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 Maria Di Donna in arte Meg (Napoli, 20 settembre 1972) è una cantante italiana. La sua famiglia è di Torre del Greco, città dove trascorre l’infanzia e dove approccia la musica: la musica napoletana, quella italiana anni settanta, il jazz, il samba e la canzone di protesta. Questa mistura musicale, unita allo studio del pianoforte, avrà influenze sulla sua successiva produzione musicale.

(…)

 Lo stesso anno (2005)  Meg partecipa con il brano Parole Alate a GE-2001, compilation nata per raccogliere fondi per finanziare la Segreteria Legale del Genoa Social Forum impegnata nei processi intentati dopo i fatti del luglio 2001 al G8 di Genova.

 

in wikipedia (voir article complet)




Ormai è tardi

14022010

Ormai è tardi dans Chansons italiennes wma ormaitardiqu.wmaE non sai il perché, non sai più il perché, il perché di che? “lascia che ti guardi” “Ormai, ormai è tardi.” Addio padre e madre addio che per la guerra mi tocca di partir ma ch’è pur triste il mio destino che per l’Italia mi tocca di morir. Quando fui stato in terra austriaca subito l’ordine a me arrivò mi dà l’assalto la baionetta in canna che addirittura un macello diventò. E fui ferito, ma una palla al petto e i miei compagni li vedo a fuggire io per terra rimasi costretto mentre quel chiodo lo vedo a venir.  “Fermati o chiodo io sto per morire pensa a una moglie che piange per me” ma quell’infame dal cuore crudele col suo pugnale morire mi fé.  Sian maledetti quei giovani studenti che hanno studiato e la guerra voluto han trascinato l’Italia nel lutto, per cento anni dolor sentirà !

Ce chant de cantastorie (un chanteur spécialisé dans la narration d’histoires) évoque l’entrée de l’Italie dans la première guerre mondiale. C’est une chanson qui se fait l’écho du camp neutraliste, opposé au camp interventionniste partisan de l’entrée en guerre. Le 23 mai 1915 L’Italie déclare la guerre à une puissance à laquelle elle était liée un an plus tôt: L’Autriche-Hongrie. Ce revirement face à un allié qu’elle n’a d’ailleurs jamais porté dans son coeur est permis par des accords passés un mois plus tôt à Londres avec la Triple Entente. Cette dernière a su tirer parti des ambitions régionales de l’Italie concernant certaines régions d’Autriche-Hongrie, notamment l’Istrie. Initialement membre de la Triple Alliance, l’Italie n’était jusqu’ici pas entrée en guerre: jugeant que ses alliés étaient les agresseurs, elle n’avait aucune obligation envers eux.

Chanteurs : Germana Mastropasqua, Flaviana Rossi, Michele Manca, Xavier Rebut. (album Un altro modo è possibile, du Quartetto Urbano .) 




Eleonora Fonseca Pimentel

11022010

Eleonora Fonseca Pimentel dans Chansons italiennes wma donnaelenoraeugeniobennato.wma

Chanson d’Eugenio Bennato.

 

 Donna Eleonora nun è ghiuta ‘o Teatro
è rimasta fora ‘miezo a via
tra e disoccupati organizzati
guardati a vista d’a polizia
Donna Eleonora nun ce steva ‘o San Carlo
‘mmiezo a gente assettata ca nun abballa
steva cu e guagliune ‘e l’Officina
fatti a ttammorra fatti a vvino

Dint’o Teatro pe Donna Eleonora
è o Setteciento ca se sona ancora
a stessa musica a stessa gente
nun è cagnato o riesto ‘e niente
Dint’o Teatro tutto tale e quale
e stessi ffacce dint’o palco reale
a stessa musica a stessa storia
o Rre sta dinto e o popolo fora
Tutte e signure dint’o teatro
tutte e ttammorre d’e ttammurriate
pe’ chi sta fora pe’ chi sta fora
Pe’ tutt’a musica ‘e contrabbando
pe’ l’africano pe’ l’emigrante
pe’ tutta a gente ‘e donna Eleonora
Donna Eleonora forse nun c’è mai stata
forse è nu nomme che ci’ammo ‘nventato
forse è sultanto n’illusione
d’o Settecientonuvantanove
E si è na musica ‘Onna Eleonora
è na tammorra ca sona ancora
è tutt’a musica ‘e miezo a via
d’o popolo sujo d’o popolo mio

(Donna Eleonora, donna Eleonora Nascette portoghese da Lisbona
e a Napule campaie Donna Eleonora
murette quanno a Napule se more
o Millesettecientonuvantanove)
Donna Eleonora nun è ghiuta ‘o Teatro
è rimasta fora ‘miezo a via
tra e disoccupati organizzati
guardati a vista d’a polizia
Donna Eleonora nun ce steva ‘o San Carlo
‘mmiezo a gente assettata ca nun abballa
steva cu e guagliune ‘e l’Officina
fatti a ttammorra fatti a vvino

“Eleonora ’99” o “Donna Eleonora”,  di Eugenio Bennato,  Tarantapower, 2000   

  Naples, XVIIIème siècle finissant. Donna Eleonora Fonseca Pimentel n’est pas une illusion, elle a bel et bien existé. Elle naît à Rome en 1752  de parents portugais (Lopez). La famille s’installe à Naples. Cette enfant d’un milieu aristocratique démontre une précocité intellectuelle et des dispositions pour la littérature et la poésie, à laquelle elle va se consacrer, mais sa formation répond aux exigences de l’Encyclopédie puisqu’on lui enseigne aussi bien un savoir technique : mathématiques, astronomie, minéralogie, droit, économie,  vulcanologie, tout cela la passionne aussi. Dans un climat de fêtes où la bonne société fréquente les théâtres, les concerts, le constat est que ce qui caractérise cette société parthénopéenne, c’est l’immobilisme : les mêmes gens, la même musique, éternellement. Sur la scène (politique bien évidemment) les visages ont beau changer, c’est la même façon de gouverner…  e stessi ffacce dint’o palco reale /a stessa musica a stessa storia
o Rre sta dinto e o popolo fora /Tutte e signure dint’o teatro

Eleonora Fonseca Pimentel épouse le capitaine Pasquale Tria de Solis, mais il s’agit d’une union malheureuse et les événements qui scandent la vie de cette femme sont tous tragiques : elle connaît la douleur de perdre son fils premier-né, puis ne porte pas sa deuxième grossesse à terme en raison des mauvais traitements que lui inflige son époux ; Elle finit, au bout de huit années, par se séparer de ce militaire brutal, ce qui à l’époque, on peut le concevoir, voue une femme aux gémonies. Elle se consacre aux activités intellectuelles, et en tant que  correspondante de Goethe et de Voltaire, c’est une femme des Lumières, émancipée et lettrée, qui sort de sa minorité (les Lumières pour Kant, c’est cela : « sortir de sa minorité »). Durant sa vie conjugale elle s’était ingéniée à trouver de quoi payer son abonnement à l’Encyclopédie de Diderot et D’Alembert, car son mari voyait d’un mauvais œil ces acitivités peu…domestiques. Faisant siens les idéaux de la Révolution française, dans Naples agitée d’une ferveur révolutionnaire, elle prend fait et cause pour le petit peuple opprimé. La toute jeune République française voit en elle une meneuse, et le régime des Bourbons l’inscrit dans son registre des personnes à surveiller. Elle fonde Il Monitore Napoletano, un journal qu’elle dirige et dans lequel elle pratique une méthode de journalisme très avant-gardiste, se servant de cette tribune pour diffuser ses idéaux démocratiques. En raison de ses idées, en raison de son combat en faveur des opprimés, des minorités, des étrangers (« pe l’africano, l’emigrante, pe tutta la gente”) elle est arrêtée en 1798 mais l’année suivante, le roi et sa cour s’enfuient à Palerme. Il s’ensuit une  période d’anarchie populaire dont elle profite, puisqu’elle est libérée de prison. Liberté provisoire, puisqu’en 1799 elle est à nouveau emprisonnée à la Vicaria puis au Carmine, où elle endure la faim, la saleté, l’isolement. Un procès expéditif la déclare coupable de trahison et, avec d’autres personnes illustres telles que Gennaro Serra, Giuliano Colonna et le prince de Torella, elle monte sur l’échafaud le 20 août 1799. C’est avec un courage qui force l’admiration qu’elle offre son cou à son bourreau Tommaso Paradiso (l’ironie de ce nom !) après avoir prononcé ces mots  « Forse un giorno gioverà ricordare tutto questo ». 

Elle demeure donc une figure très importante et il n’est pas étonnant que la féministe Maria Antonietta MACIOCCHI lui ait consacré un livre (une biographie). De même, il me semble que ce personnage a pas mal inspiré Dacia MARAINI pour son personnage de Marianna dans La vie silencieuse de Marianna Ucrìa (somptueux roman ! La lunga vita di Marianna Ucrìa. On peut aussi se douter que ce prénom, Marianne, a été choisi en hommage aux idéaux de la république française). Sulla sua vita è stato girato un film, “Il resto di niente”, del 2004. Un film inspiré de sa vie est sorti sur les écrans en 2004 : Il resto di niente. D’après le roman éponyme d’Enzo STRIANO. 

1) Dossier très complet, en français , dans Annales Historiques de la révolution française :  http://ahrf.revues.org/6363 

 2) dossier en italien : http://scienzaa2voci.unibo.it/scheda.asp?scheda_id=117  (in italiano) 

3) deuxième dossier en italien :  http://www.letteraturaalfemminile.it/eleonora_de_fonseca_pimentel.htm    







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