Horriblement beau

11 02 2010

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Tim Burton, 1982. Avec un clin d’oeil à Edgar Poe (The Raven)…

Dans le même style que Billy Brouillard, cette histoire d’un enfant incompris qui vit dans un monde à lui, peuplé de monstres, de zombies, de créatures abjectes, dans les nuées qui s’élèvent des tombes la nuit et qui font la vie palpitante, haletante, frissonnante.

Vincent Maloy è un bravo bambino/Ha sette anni ed è assai perbenino

Per la sua età ha virtù assai rare / ma a Vincent Price vuol somigliare.

Ha un gatto un cane ed una sorella /ma vuole soltanto una vita più bella

In orridi antri per meglio sognare/ con rettili e topi vorrebbe abitare

con loro vivrebbe incredibili orrori /sentendosi preda di ghiacci sudori.

Vagare vorrebbe in tenebra oscura / sfidando pericoli senza paura.

Con larghi sorrisi accoglie la zia/ Né mai vorrebbe lasciarla andar via:

immagina  infatti con grande piacere/ di farne una statua per il museo delle cere…

Sevizia ogni giorno il suo cane Aber Crombie / sperando di trarne un orribile zombie

col quale poter nella nebbia vagare/per fare poi strage di vittime ignare

Non vuole soltanto incuter paura / adora egualmente lettura e pittura

Pinocchi e fatine non legge però /Lui adora soltanto i racconti tipo…

Una notte leggendo alla fievole luce / fece un sobbalzo a una storia sì truce

La giovane moglie che tanto adorava /Giaceva ancor viva nella sua bara !

Con impeto folle si mise a scavare / quell’orrido dubbio voleva fugare

ma ciò che scavava scopriva in realtà / era solo l’aiuola  che amava mamma

In camera chiuso si ritrovò / ed  d’esser recluso si immaginò

il solo conforto in tanto dolore / era il ritratto del grande suo amore…

Mentre languiva  angosciato  e disfatto / la madre arrivò e lo colse sul fatto.

Disse  » se vuoi puoi andare a giocare, fuori c’è il sole, ti devi svagare »

Tentò di parlare ma gli mancò il fiato / la triste prigione lo aveva fiaccato

Scrisse « Son vittima di una magia / da questa torre non potrò mai andar via « 

La madre rispose: « Ma che prigioniero! /  via dalla testa questo sciocco pensiero!

Non sei Vincenti Price, sei Vincent Maloy/dovrai pur comprenderlo no, prima o poi?

Non sei né pazzo né   tormentato / la vita non ti ha nancora neanche sfiorato

Sei solo un bambino di sette anni, / Va a divertirti e lascia gli affanni

La mamma calmata la stanza lasciò /e Vincent, distrutto, al muro si appoggiò

Fu allora che tuto si mise a tremare /e dalla pazzia si lasciò trasportare/

Udì Aber Crombie il suo cane latrare/sentì la sua moglie dalla tomba chiamare

 orrende cose la donna chiedeva /e con mani scheletriche si protendeva !

L’orrore suo esplose in risata assordante / che in breve divenne un urlo agghiacciante

In preda a follia alla porta arrivò /  ma lì senza vita al suol si accasciò !

Con flebile voce il ragazzo citò / le parole del Corvo  di Edgar Allan Poe

« l’anima mia da quell’ombra laggiù /non si solleverà mai più, mai più, mai più… »


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