Le protocole compassionnel

20 03 2009

Il giorno della memoria per dimenticare. Un article percutant et très documenté de Walter POZZI dans la revue bimestrielle PaginaUno. Ou comment l’Italie commémore pour mieux oublier….

Que l’on me pardonne de détourner ainsi le titre d’Hervé Guibert, mais je trouve qu’il s’applique très justement aux propos de l’article ci-dessous, qui commence ainsi…

« E così è trascorso anche il 27 gennaio, giorno della memoria. Non senza danni per la verità storica, purtroppo. I treni carichi di studenti sono regolarmente partiti verso i campi di concentramento, i giornali e le televisioni ne hanno parlato, documentari e film sulla Shoah hanno riempito i programmi commemorativi, così come non sono mancate le iniziative private, per un pentimento collettivo che rimuove la colpa e salva anche chi non si è mai pentito. Poco male. Il bagno di folla, per un giorno illude di abitare da un’altra parte, che gli italiani non votino alla grande per Berlusconi e Lega nord. La contraddizione non può non indurre qualche riflessione sul contributo di questa commemorazione in merito a ciò che realmente è stato il fascismo e sulla percezione che di esso oggi ne hanno gli italiani. Anche perché, davanti all’oblio che immediatamente segue la contrizione, diventa difficile evitare di porsi un paio di dolorose domande. Come possono conciliarsi, nella coscienza di un individuo, la commozione postuma e le lacrime tardive per le deportazioni nei lager di ebrei, zinagari, omosessuali e comunisti, e l’indifferenza di fronte al razzismo grondante da ogni riga dell’ultimo pacchetto sicurezza sfornato dal governo che ha votato ? (…) c’est moi qui souligne E’ questo senso di normalità e di indifferenza, che si sta creando di fronte alla larga diffusione popolare di una cultura politica fascista, a rendere l’idea di quanto possa pesare su una popolazione una mancata resa dei conti con il proprio passato. _____

On a beaucoup glosé par chez nous aussi sur la frénésie commémorative et la repentance qui se sont emparées de la France. On a parlé d’inflation mémorielle, contre laquelle il serait urgent de lutter… et aussi des dangers d’un communautarisme mémoriel. Commémorer: une façon de se donner bonne conscience à bon compte…Mais cet article aborde le problème particulier de l’italie vis-à-vis d’un fascisme qui est loin d’être mort. Relooké pour paraître plus acceptable, il est de moins en moins souterrain, de moins en moins rampant, de plus en plus affirmé et légitimé.

http://www.rivistapaginauno.it

 


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